Orfano


Stamattina, mente andavo a messa, ho incontrato una persona che mi ha chiesto dov'era la fermata del Bus che porta a Frascati. Gliel'ho indicato dicendole che potevamo percorrere la strada assieme. Le ho chiesto da dove veniva. Mi è tornata in mente la frase: non passi nessuno accanto a nessuno con il volto indifferente, con il cuore chiuso, con il passo affrettato.
Così mi sono interessato a lui da dove veniva. Lui mi ha detto che vive in un paese vicino ed è qui da poco perché la moglie, dopo anni di matrimonio, gli ha detto: Vattene, non voglio vederti. 
Poche volte ho avvertito in me il dolore dell'altro. E oggi un senso di orfanezza ha invaso il mio cuore. 
Ti ho chiesto:'Perché?'.  Perché accadono queste cose dopo anni di vita insieme e alla fine si scoppia e tracimano le emozioni e le parole senza un freno. Parole che feriscono, che entrano come lance nel cuore.
Ho sentito in questa creatura come se le mancasse il conforto di una persona accanto. 
In quel momento ero io: conforto per lui. 
L'orario della Messa si avvicinava, ma non m'importava più: qui c'era Gesù, qui c'era un malato da guarire. Ci siamo lasciati con l'impegno che avrei pregato per lui e per la moglie perché potessero riconciliarsi.

Certo che anche noi, che rimaniamo in cammino nel nostro raggio della vita che ci conduce a Te, proviamo dei momenti di orfanezza dal Padre tuo; è come se la famiglia umana, guardando le immagini di guerra che scorrono sugli schermi a cristalli liquidi delle televisioni, sui siti di notizie, sui giornali che avvolgono il pesce al mercato, perdesse i lumi della ragione che le permettono di andare avanti. 
Ma non importa Tu hai vinto il mondo
Dammi di continuare a veicolare, facendoli vita in me, i valori che danno il senso al cammino dell'umanità per la manciata di giorni che mi rimangono, fino al che tutti siano una cosa sola

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