Migranti
In questi giorni vedendo queste stragi di migranti, sfruttati fino all'osso da propri simili, ne sento il peso che pagano alla nostra disumanità. Mi immagino lo sguardo dell'emigrato che getta lontano gli occhi verso quell'orizzonte vasto davanti a se.
Ha lasciato gli affetti, gli amici, gli usi ed i costumi del suo luogo di origine.
Si è sradicato, ma in effetti nel suo cuore rimangono le cose essenziali: gli affetti, i momenti di gioia e di serenità vissuti insieme alla sua gente.
Un prezzo altissimo, i cui frutti, forse non vedrà mai, ma che saranno il capitale per i suoi figli, per i suoi nipoti o per chi ha lasciato in patria in indigenza.
Afferma Giovanni Paolo II : [...] I peccati sono all'origine di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla bontà divina. Le « strutture di peccato » sono espressione ed effetto dei peccati personali. Inducono le loro vittime a commettere, a loro volta, il male. In un senso analogico esse costituiscono un peccato sociale [...]
Penso a te e al dolore che hai vissuto il migrante divino, che per amore nostro, e della nostra condizione di umani, è venuto a svelarci che non esiste solo questo involucro corruttibile e fine a stesso; ma chiamati a migrare dal porto del nostro corpo verso l'eternità del Suo amore.


Ci sarebbero tante cose da dire al riguardo.Una però vorrei dirla:Ogni nazione dovrebbe agire co giustizia e amore.Miles.
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