Un perché

Questa sera, mentre mi dirigo verso il posto di raccolta differenziata dei rifiuti, guardo il cielo e penso che a qualche migliaio di chilometri c'è la guerra a sud, ce n'è un'altra ad est.

Il cielo è plumbeo, le nuvole preannunciano un temporale anche stasera.
Anche sulla striscia di Gaza, nei cieli di Sderot e dei paesi che ospitano i kibbutz il cielo è plumbeo, ma pieno di fumo e di odore acre.

Un'altro cielo si è colorato di rosso. Rosso sangue. Il cielo ucraino.
Le immagini di buste di plastica che contengono resti o corpi umani, fa rabbrividire.
Neanche per la morte c'è rispetto.
Se una società non ha rispetto per la morte, non lo ha neppure per la vita.

Che succede? Cosa stiamo facendo? Brancoliamo nel buio universale di una società che non ha più regole.
Se non quella del proprio interesse.

E Tu, Padre nostro, dove sei?
Che mistero il Tuo silenzio.
Che interrogativo il tuo non-parlare.

Ma anche sulla croce, dove moriva il Tuo figlio e nostro redentore, eri muto.
Non hai risposto al Suo perchè. 

Nonostante questo mistero angosciante, ripeto con Lui: Io confido in Te.

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