Le tre vite
Questa mattina il sacerdote a messa, prendendo spunto dalla commemorazione di una persona, comunemente detta, defunta ci ha detto.
Oggi si dice che una persona è morta. Questo è sbagliato, perché Dio è Dio della Vita e non della morte. Quindi loro sono qui più vivi che mai vicino a noi. E non ci immaginiamo quanto!
Quando il bambino lascia il grembo materno soffre. Perché? Perché lascia il suo stato di vita di nove mesi nella pancia della mamma per iniziarne uno nuovo. Lui non lo sa, vive tutto inconsciamente: ma soffre. È un passaggio ad un'altra vita: quella umana. Poi inizia l'iter della sua esistenza terrena e ad un certo punto arriva il momento di lasciare anche questo altro stato di vita. Arriva la sua ennesima partenza. Anche in questa fase sperimenta la sofferenza, il declinare della sua salute, la perdita di sicurezze; perché, come quando era in pancia della mamma, è chiamato ad un'altra esperienza: l'eternità. Lì si incontrerà con il Padre, il Quale gli chiederà: scegli Me o scegli altro? Se sceglie Dio vivrà nell'eternità; mentre se sceglierà altro morirà per sempre. Quando noi offriamo dei suffragi con messe, preghiere, ricordi e quant'altro in aiuto di quelli che sono partiti li aiutiamo a dire il loro Si definitivo per la Vita eterna.
Al termine di questa riflessione del sacerdote, esposta a braccio, avevo una grande gioia in cuore.
Quindi, mi sono detto, noi abbiamo tre vite. Di cui sicuramente una nelle nostre mani: questa.
Se viviamo questa nell'Amore, l'Altra sarà solo, come diceva un mio vivo-amico: cambiar stanza.
Oggi si dice che una persona è morta. Questo è sbagliato, perché Dio è Dio della Vita e non della morte. Quindi loro sono qui più vivi che mai vicino a noi. E non ci immaginiamo quanto!
Quando il bambino lascia il grembo materno soffre. Perché? Perché lascia il suo stato di vita di nove mesi nella pancia della mamma per iniziarne uno nuovo. Lui non lo sa, vive tutto inconsciamente: ma soffre. È un passaggio ad un'altra vita: quella umana. Poi inizia l'iter della sua esistenza terrena e ad un certo punto arriva il momento di lasciare anche questo altro stato di vita. Arriva la sua ennesima partenza. Anche in questa fase sperimenta la sofferenza, il declinare della sua salute, la perdita di sicurezze; perché, come quando era in pancia della mamma, è chiamato ad un'altra esperienza: l'eternità. Lì si incontrerà con il Padre, il Quale gli chiederà: scegli Me o scegli altro? Se sceglie Dio vivrà nell'eternità; mentre se sceglierà altro morirà per sempre. Quando noi offriamo dei suffragi con messe, preghiere, ricordi e quant'altro in aiuto di quelli che sono partiti li aiutiamo a dire il loro Si definitivo per la Vita eterna.
Al termine di questa riflessione del sacerdote, esposta a braccio, avevo una grande gioia in cuore.
Quindi, mi sono detto, noi abbiamo tre vite. Di cui sicuramente una nelle nostre mani: questa.
Se viviamo questa nell'Amore, l'Altra sarà solo, come diceva un mio vivo-amico: cambiar stanza.


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