L'attentato di Boston
La notizia dell'attentato a Boston è stata una vera e propria deflagrazione nella mia anima.
Un attacco profondo nel vivere per un mondo unito.
Mi sono visto circondato dal male e quasi prostrato davanti a questo ennesimo fatto negativo.
Sono andato a lavorare stamattina con questo pensiero e l'ambiente di lavoro mi pareva rispecchiasse questo momento buio.
Nervosismo, reattività nelle risposte che i colleghi si scambiano; pur nella 'correttezza' delle espressioni; ma la tensione è palpabile.
Ho pensato: guarda quanta negatività nell'aria, da un momento all'altro arriva una scarica elettrica che ci fulmina tutti.
Un mio collega si avvicina a me e, guardando il mio schermo mi dice: Che bello grande che è. È molto utile.
Poi se ne ritorna alla sua scrivania. Io senza pensarci due volte tolgo i cavi elettrici e del PC che collegano lo schermo al mio computer e glielo porto. Tieni - gli dico - tanto io non ne ho più bisogno dato che tra un mese finisco di lavorare.
Mi dice: Ma no, dai. Adesso ce l'hai bisogno. Tienilo pure.
Alla fine lo installiamo. Qualcuno avanza una proposta: Cafferino?
L'aria si stempera, la polarizzazione si è inverita ed ha vinto il segno PIÙ.
Ripenso a Boston e tifo perchè la solidarietà che si è generata tra la gente comune, l'opera delle istanze cittadine e sociali invertano il segno '-' in '+' e spengano e ridonino speranza ed ossigeno al mondo unito.
Un attacco profondo nel vivere per un mondo unito.
Mi sono visto circondato dal male e quasi prostrato davanti a questo ennesimo fatto negativo.
Sono andato a lavorare stamattina con questo pensiero e l'ambiente di lavoro mi pareva rispecchiasse questo momento buio.
Nervosismo, reattività nelle risposte che i colleghi si scambiano; pur nella 'correttezza' delle espressioni; ma la tensione è palpabile.
Ho pensato: guarda quanta negatività nell'aria, da un momento all'altro arriva una scarica elettrica che ci fulmina tutti.
Un mio collega si avvicina a me e, guardando il mio schermo mi dice: Che bello grande che è. È molto utile.
Poi se ne ritorna alla sua scrivania. Io senza pensarci due volte tolgo i cavi elettrici e del PC che collegano lo schermo al mio computer e glielo porto. Tieni - gli dico - tanto io non ne ho più bisogno dato che tra un mese finisco di lavorare.
Mi dice: Ma no, dai. Adesso ce l'hai bisogno. Tienilo pure.
Alla fine lo installiamo. Qualcuno avanza una proposta: Cafferino?
L'aria si stempera, la polarizzazione si è inverita ed ha vinto il segno PIÙ.
Ripenso a Boston e tifo perchè la solidarietà che si è generata tra la gente comune, l'opera delle istanze cittadine e sociali invertano il segno '-' in '+' e spengano e ridonino speranza ed ossigeno al mondo unito.


Lo schermo potevi darlo a me.Ti pare??????.Ah ah ah ah Scherettooooo.A monte.Gesù si serve di noi poveri peccatori per portare il Suo amore fra le persone.Noi con la Sua Grazie dobbiamo corrispondere costi quel che costi.Miles.
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