Gratuità

Questo pomeriggio mi ha chiamato Josef, un indiano massaggiatore Ayurveda, che lavora nella nostra città. Mi chiede se posso dargli una mano per scrivere una lettera per un posto di lavoro dato che lui non ha il PC. Gli dico di si, anche se la stanchezza di questi primi giorni di aprile direbbe di no.
La sera dopo cena si presenta ed iniziamo la correzione del suo Curriculum Vitae.
Scrivo i suoi dati, allego i certificati di studio e di lavoro. Il clima è sereno e di condivisione della sua vita. Una figlia che si sposa in giugno, un figlio che sta dando gli ultimi esami all'Università e la precarietà del lavoro sia per lui in Svizzera che per gli altri figli in India. Brani di umanità che s'intrecciano con la mia vita e che arricchiscono vicendevolmente. Viene il momento di scrivere la lettera d'accompagnamento e chiamo mia moglie che è esperta in queste cose. Ai miei complimenti di difende con un 'non son capace', ma poi cede alle nostre lusinghe e si mette alla tastiera. Lettera finita e firmata. Tutto in busta. Sono le 21.30 quando salutiamo Josef e ci lasciamo assicurandoci le preghiere l'uno per l'altro. Strano, la stanchezza se n'è andata.
La sera, prima di addormentarci, ringrazio Adriana dell'aiuto che ci ha dato.
Ripenso a quanto vissuto e scopro un'aspetto conosciuto e sempre nuovo dell'amore: la gratuità.
Non c'è stato un secondo fine nell'aiutarlo. Non ricevo nulla da lui, né lui mi può essere utile in qualcosa.
Questa sera si conferma in me che nella vita ciò che importa è amare.
Senza-sé-e-senza-ma. Amare.
Un'altro momento della vita fissato nell'eternità, perché l'Amore è eterno.


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