Vigilare
Questa mattina mi sono svegliato alle sei. Sono rimasto qualche istante nel letto, sospeso tra il sonno e il giorno che iniziava, finché ho sentito che era tempo di alzarmi.
Dopo le preghiere del mattino, mi sono fermato a meditare sull’attimo presente, lasciandomi accompagnare da una frase di Chiara Lubich: “Ogni momento è un dono” (pag. 57). Parole semplici, ma capaci di aprire spazi profondi nel cuore.
La meditazione mattutina è ogni volta un dono che il Padre mi offre. Il silenzio dell’alba, il traffico ancora assente, l’aria limpida e fresca: tutto diventa balsamo per il corpo e per l’anima, un invito alla quiete e all’ascolto.
Una parola, in particolare, ha risuonato dentro di me: vigilare.Vigilare sulle intemperanze, sui moti impulsivi del cuore. Vigilare per non reagire d’istinto, per accogliere ogni chiamata di un fratello o di una sorella come se fosse Gesù stesso a bussare alla mia porta. Mi sono chiesto: come risponderei se fosse davvero Lui a chiedermi qualcosa di concreto, magari un aiuto pratico al computer o in questioni che a volte giudico futili? Cambierebbe il mio modo di ascoltare, il mio tempo, la mia disponibilità?
Ho allora chiesto a Maria di aiutarmi a essere vigilante come lei. Anche Maria avrebbe potuto dire all’angelo Gabriele: “Sto pregando, torna un’altra volta”. E invece ha colto l’attimo presente. Ha accolto la visita, ha lasciato che il dialogo della preghiera si aprisse e si compisse. Da quel cuore attento e disponibile sono nate parole semplici, essenziali, eppure decisive, suggerite da un’anima profondamente in ascolto.
Che anch’io possa imparare a riconoscere e ad abitare ogni momento come un dono.


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