...in questi giorni assolati d'agosto

Giorni fa ho chiamato un religioso barnabita che conosco dall'età di 11 anni e con cui sono in contatto.
Lui ha avuto una difficile infanzia ed una vita religiosa travagliata.
Con me è stato sempre dolce e mi ha veramente voluto bene come un fratello maggiore.
Ricordo i pomeriggi trascorsi in sacrestia a separare le monete della questua domenicale per poi metterli nei rotolini di carta da consegnare alla banca in cambio di carta moneta.
Per non parlare dell'operazione d'allineamento delle candele lunghe esposte sull'altare maggiore della chiesa del Carrobiolo: non ce ne doveva essere una storta!

Poi son trascorsi gli anni ed io mi son trasferito all'estero dove vivo tutt'ora.
L'altro ieri ho chiamato al convento dove vive e mi hanno risposto che è molto malato e che non vuole ricevere nessuno.
Non mi sono perso d'animo e, con mio fratello maggiore, siamo andati visitarlo.
Ha avuto tanta gioia nel vederci, anche se la sua malattia non gli permette di esprimere la sua contentezza. Quando il corpo sta bene, ma i pensieri bui e, le nostre miserie, oscurano l'anima tutto è desolazione, anche la presenza di persone ti dà il senso del deserto, tutto è buio,  anche se il sole splende e scalda come in questi assolati giorni d'agosto.
Ripercorrendo con lui alcuni avvenimenti trascorsi ha abbozzato un sorriso.
Anche mio fratello maggiore ha raccontato qualcosa e lui ha sorriso. Abbiamo fatto una foto ed era più sereno di quando è entrato nel parlatorio. Poi ci ha chiesto: Ma perchè siete venuti fin qui? E noi gli abbiamo risposto: Per te.  Lui: Grazie.
Mi sembrava come aver dato l'acqua ad un assetato, la gioia ad un bimbo che non ha mai ricevuto una carezza, la liberazione ad un carcerato incatenato dai pensieri più neri.
Accompagnandoci fuori dal parlatorio e passando dalla chiesa si è inginocchiato e ha detto: Salutiamo il Signore. Questo mi ha dato gioia e speranza che non tutto è perduto nella sua anima e nella sua psiche.
Ritornando a casa mi sembrava che anche la presenza di mio fratello non fosse un caso, bensì una permissione di Dio che, paragoni a parte, ha voluto dare a questa sua creatura consacrata il dono della Sua presenza promessa a chi si riunisce nel Suo nome e resta nel Suo amore.  

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