L'Amore resta.

Arrivato da poco in Svizzera inizio a lavorare in banca come informatico.
Il team sembra bello, professionale e molto dinamico. Ben presto però mi accorgo di alcuni dissapori  celati bene tra il vice capo degli analisti ed il capo degli analisti.
L'ambiente per me è nuovo, le procedure e le regole di programmazione ancora non del tutto assimiliate.
Piano piano mi rendo conto che alcuni miei errori vengono usati per alimentare la scaramuccia tra i due.
Dentro una ribellione si fa avanti. Certi giorni non vorrei andare al lavoro per la tensione che si accumula durante il giorno. Devo stare attento a non sbagliare e mantenere l'equidistanza tra i due.
Nonostante il vice banalizzi, e qualche volta muova pesanti critiche sul mio operato, cerco di volergli bene. Chiara mi ha insegnato fin da piccolo:la vendetta d'amore.
Così quando vado a ritirare il listato del mio programma e trovo anche il suo glielo porto con un sorriso.
Se viene fuori un elelnco prodotto da un suo programma glielo consegno. Tutto per Amore e solo per amarlo. Tutto questo non produce apparentemente nulla in lui. Ma oramai lo so:sono io che ogni giorno posso vederlo con occhi nuovi, e questo mi aiuta a restare sereno.
Qualche me se più tardi questo mio collega si licenzia per andare a lavorare in un posto migliore:sembra abbia trovato quello che fa per lui. Che abbia coronato il suo sogno:Responsabile del Centro elaborazione dati di una grande ditta. Mi congratulo con lui e questo lo porta a pavoneggiarsi ancor di più.
Ma non importa.
Una sera passando da una chiesa mi fermo a salutare Gesù e a depositare la giornata appena terminata. Mi sembra ad un certo punto di comprendere: Non importa se non sei un bravo programmatore, l'importante è che tu ami. Cosa mi doneresti se io ti chiamassi oggi in Paradiso? I tuoi programmi? Le elaborazioni andate bene? No, io vorrei solo gli atti d'amore giornalieri.

Dopo tre mesi vengo a sapere che la ditta, in cui il mio collega che ha cambiato posto di lavoro, lavorava è fallita. E lui è a casa senza lavoro. Che fare? Ascoltare i giudizi dei miei colleghi di lasciar perdere? Non posso! In questo prossimo ci sei Tu disoccupato e disperato.
Prendo il coraggio a due mani e gli telefono. Non ho una proposta concreta in mano, ma lo chiamo solo per volergli bene e per raccogliere l'eventuale suo dolore,e forse capire cosa posso fare per lui.
In un primo momento c'è stupore dall'altro capo del telefono, poi si scioglie e mi racconta tutto. Gli chiedo cosa posso fare per lui e lui m chiede:Ma tu perchè lo fai. Io ti ho trattato male? Io gli dico che questo non importa può succedere e che adesso la cosa importante è trovare il lavoro per lui. nei giorni che seguono mi do da fare. Passano i mesi e anche gli anni. Una volta lo incontro all'IBM di Milano per un corso d'aggiornamento. È un incontro cordiale. Nel frattempo ha trovato lavoro vicino a casa ed è molto contento.
Tutto passa, l'Amore resta... anche di là.

Commenti

Post più popolari