Ieri ho preso l'auto per andare a lavorare dato che alle 15 dovevo andare dal medico a Lugano.
La strada che conduce al lavoro in questi giorni è un cantiere unico; ma ieri si è aggiunto un ulteriore elemento che creava colonna più del normale:un carro agricolo.

Il mio pensiero era: Guarda quanto tempo perso; guarda che fila. Ma si può?
L'istinto era di vedere più in là se non c'era possibilità di sorpassarlo.
Mentre questi pensieri occupavano le sinapsi del mio cervello, un'altro pensiero si faceva spazio con pacatezza: Cosa è 'adesso' la cosa più giusta da fare?
Arrabbiarsi con il contadino?
Fare un sorpasso azzardato?
Spazientirsi?

No. Occorre assorbire questa situazione e non lasciarsi catturare da essa.
Direi di più: amarla; vederla con occhi nuovi.
Occasione unica per esercitare la pazienza.
Occasione privilegiata per far morire i desideri negativi del mio cuore e far vivere, dare ossigeno a quelli positivi.
Tutto è cambiato.
Tutto.
Veramente.
Realmente.
I chilometri di coda sono svaniti... quando dovevano svanire.
Il traffico si è smaltito ...con i suoi tempi; ma soprattutto è nata una pace ed una serenità in me che mi hanno accompagnato per tutta la giornata.

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