Come un deserto
Confesso che lo stare chiusi in casa mi soffoca.
Quindi cerco di uscire verso sera quando c'è meno gente in giro.
Le teste basse di chi incontro, si sollevano dopo un mio saluto.
Accennano ad sorriso, mesto per la situazione. C'è una sorta di solidarietà che ci accomuna.
Vedere le strade deserte, poche auto che circolano da una parte può deprimere, dall'altra invece mi dona serenità e pace. Godo del canto degli uccellini che forse si chiederanno: cosa accade agli uomini?
Mi beo nel sentire il gorgoglio del ruscello e vedere i salti dell'acqua sui sassi.
Questo deserto che si nota sulle strade, e anche nei sentieri, rispecchia il deserto che c'è nell'anima.
Deserto, sinonimo di silenzio, assenza di tutto. È come se le cose, i pensieri, le preoccupazioni, i programmi futuri, che prima la intasavano, fossero diventati sabbia.
Cammino su questa sabbia e riscopro la bellezza del silenzio.
Non assenza di suono, ma pienezza.
Coscienza di chi sono, non di quello che ho fatto o faccio.
Ascolto un pensiero, converso con lui e il tempo diventa eternità.



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