Uscire dalla macchina


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Dolore e amore.
Amore e dolore.
Anni fa ho letto il libro di Chiara M. di Trento 'Crudele dolcissimo amore'.
Al termine mi sono detto: Ma sono io che sono stupido o tutt'intorno a me è fuori di testa?
Valorizzare il dolore, come porta che conduce all'amore.
Non fermarsi al dolore; andare al di là di esso: uscendo da esso.
Riversare il proprio amore in chi incontro,
perchè possa uscire dal tunnel della sofferenza.
Mi accorgo che quando ho una difficoltà, piccola o grande,
tendo a tenerla per me, mi chiudo a riccio. 
Mi isolo.
Invece, ho sperimentato, che uscendo dal mio isolamento,
magari chiedendo a qualcun'altro di darmi una mano a portare un peso: mi fa rivivere.
E se non trovo nessuno, vengo da Te a casa tua; dove tutto puoi.
E li mi risuonano nel l'anima le parole di Chiara Lubich:
T'ho sentito palpitare nel silenzio di una chiesa, nel respiro di una folla che ti ama.
T'ho trovato, ma dove sempre ti trovo è nel dolore. Un qualsiasi dolore.
Sei tu che mi vieni a visitare; sono io che ti rispondo: Eccomi.
Non fermarsi dentro la macchina del dolore o nella melassa della pena, ma uscire e mettersi al servizio dei fratelli.

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