Vivere per l'unità

Nei giorni scorsi a causa di un risposta che mi ha lasciato non molto bene avevo dentro di me un temporale ero quasi sul punto di allontanarmi dall'ambiente in cui vivo. Mi sono detto: ma vale la pena vivere in una comunità che persegue l'amore reciproco quando poi per questioni di principio ti viene chiusa la porta al dialogo? Ho continuato così per giorni e per notti. Nei colloqui notturni adducevo a dei ragionamenti lucidi ma un certo punto è arrivata un'altra voce che mi diceva:  Tutto è vero. Tutto è logico. Ma io ho un'altra logica. In tutto questo scopri me. In tutto questo dolore, questa delusione ci sono io Gesù abbandonato.
Nel fine settimana siamo andati a trovare, in tempi distinti, due famiglie. Con un'ultima famiglia il racconto della loro vita  è stato come un balsamo per la mia anima Sentire la freschezza del loro vivere abbandonati alla Provvidenza e la fede adamantina. Il credere alla provvidenza è stato come una carezza di Dio come se Gesù mi dicesse: vedi questa è la cosa più importante. Questa è l'unità perfetta, non che tu voglia avere la soddisfazione di un chiarimento di poter esprimere finalmente le tue idee . 
Capire che questo vale. Vale questa Fede.Vale questo Abbandonarsi nelle mani di Dio e così ho fatto. 
Questa mattina poi al momento della consacrazione ci sono le parole del sacerdote che dicono: Questo è il mio corpo offerto per voi. 
Subito ho sentito nell'anima questa parola il tuo corpo offerto per l'unità. Esco da questa cappella con questo impegno e con questa decisione offrire il mio corpo per l'unità.

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