Un momento di felicità


Ieri sera mi è stato donato un momento di felicità.
Al pomeriggio mi sono ritirato per un attimo.
Ne avevo necessità.
Non sono stati giorni facili e sto vivendo una situazione, in ufficio, che mi lavora dentro.
Ciò che ho letto mi ha messo davanti al dolore: nudo e crudo.
Il dolore dove vorresti fare ed invece, dolcemente e fermamente, avverti che è più importante stare. Avvertire che sulle ginocchia hai una persona sofferente, ma che ormai ha la sua età, dignità e libertà e... non poter fare altro che guardare la situazione.
Facile sarebbe intervenire con parole persuasive, esempi lampanti.
No.
Stare.
Stare come stava Tua madre.
Stare, come era L
ei quando Tu, inanimato, eri sulle Sue ginocchia, Desolata.

L
a sera vado a trovare un'amico sacerdote.
Nel parlare con lui, di questa situazione, ho avvertito scendere un balsamo e, insieme, condividere tutto. Non si è trattato di un esercizio psicologico, ma abbiamo sperimentato una presenza esterna a noi; ma vivente in mezzo a noi: eri Tu.
Sono uscito da quella casa e nelle labbra avevo questa strofa che ho cantato a squarciagola in auto:
'
Gloria a Dio nell'alto dei Cieli e pace in Terra agli uomini di buona volontà'. 
Era il tuo regalo per me.

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