La guerra fredda

Ieri mattina arriva un mio collega che, salutando un altro collega presente nel mio ufficio, mi dice: Tu hai sbagliato a scrivere un email perchè non sei stato delicato e rispettoso della persona a cui era diretto (n.d.r. che non era lui). In un primo momenti sono rimasto sorpreso. Ma lui ha insistito. Allora la mia pressione sanguigna ha iniziato ad alzarsi. Io gli ho risposto: ok. Ma adesso io ho da fare. Lui mi ha detto: Qui non siamo all'Asilo. Questa frase ed la sua insistenza hanno fatto scattare in me l'Adulto e alzandomi e guardandolo negli occhi gli ho detto: Adesso basta. Mi stai offendendo. Io ho altre cose da fare che dare retta a queste tue esternazioni. Il tutto è terminato con lui che è uscito dal mio ufficio. Come se non bastasse, è ritornato e mi ha ancora importunato con le sue reclamazioni. 
A quel punto ho preso la mia testa e l'ho coperta con le mani. Il cuore era mille, il respiro corto. Lui è uscito. Io son rimasto così per qualche minuto e poi, regolando il respiro, ho ricominciato a lavorare. 
Nel pomeriggio abbiamo avuto una riunione d'ufficio e tutto è proseguito nella normalità per me, come se nulla fosse accaduto. Ma vedevo che lui non riusciva a incrociare il mio sguardo. 
La sera, essendo solo a casa, mentre sistemavo le stoviglie in cucina, mille pensieri e recriminazioni si scontravano nella mente, facevano a pugni fra di loro, si accusavano a vicenda. Sembrava una guerra civile.
Guerra? Mi sono chiesto. Guerra fredda. E mi sono venute in mente le parole del Papa alla festa delle famiglie in Irlanda. Lui dice ai coniugi, ma vale anche per i colleghi di lavoro, di non andare a letto senza aver fatto pace.Altrimenti il mattino dopo ci sarà la guerra fredda.

Ed io non voglio la guerra fredda! Così ho mandato un messaggio vocale a questo collega per chiedergli scusa. Lui mi ha risposto accettando le mie scuse. E le sue? mi sono domandato. Nulla. 
Questa mattina il Vangelo diceva proprio di perdonare i debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori.
In quelle parole ho sentito una pacca sulle spalle di Gesù.
Come dire continuiamo a camminare insieme.

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