Unione con Dio
Ieri pomeriggio tornando a casa dal lavoro, ho incontrato un signore svizzero francese che abita nell'altra scala del condominio in cui viviamo.
È un tipo speciale con qualche decina di gatti, sempre schivo e solitario.
Ultimamente ha avuto un malore, fuori dal suo appartamento, ed era la prima volta che lo incontravo da questo episodio. L'ho salutato e, conoscendo la sua poca propensione al dialogo, ho allungato il passo.; ma lui ha iniziato a domandarmi: Scusi, lei è ticcinese?
Gli ho risposto: No sono italiano.
Lui: Mi sembrava fosse brasiliano. Sa io sono nato a La Clocque vicino a Neuchatel e conosco l'italiano, il francese, il tedesco e l'inglese.
Io: Ma che bello. Allora lei può parlare con tante persone?
Lui: A Lei piace il calcio? Mercoledì ci sarà al partita con il Barcellona.
Si è instaurato un piccolo dialogo e poi, arrivati alla propria porta d'ingresso del palazzo, ci si è salutati.
Dentro ho avvertito una gioia di quelle che non son allegrezza o ilarità: ma una gioia che viene dall'incontro con il prossimo. Mi è tornata alla mente una frase di Chiara che dice: «È immancabile, è quasi matematico: quando ti sei sforzato di darti tutto ai fratelli durante il giorno, se non è di sera, è di notte, Egli ti chiama, ti vuole per sé. E nel tuo cuore strugge il desiderio d’amarLo, di ripeterGli le tue più belle intenzioni, di dirGli che esiste solo Lui per te.
È un tipo speciale con qualche decina di gatti, sempre schivo e solitario.
Ultimamente ha avuto un malore, fuori dal suo appartamento, ed era la prima volta che lo incontravo da questo episodio. L'ho salutato e, conoscendo la sua poca propensione al dialogo, ho allungato il passo.; ma lui ha iniziato a domandarmi: Scusi, lei è ticcinese?
Gli ho risposto: No sono italiano.
Lui: Mi sembrava fosse brasiliano. Sa io sono nato a La Clocque vicino a Neuchatel e conosco l'italiano, il francese, il tedesco e l'inglese.
Io: Ma che bello. Allora lei può parlare con tante persone?
Lui: A Lei piace il calcio? Mercoledì ci sarà al partita con il Barcellona.
Si è instaurato un piccolo dialogo e poi, arrivati alla propria porta d'ingresso del palazzo, ci si è salutati.
Dentro ho avvertito una gioia di quelle che non son allegrezza o ilarità: ma una gioia che viene dall'incontro con il prossimo. Mi è tornata alla mente una frase di Chiara che dice: «È immancabile, è quasi matematico: quando ti sei sforzato di darti tutto ai fratelli durante il giorno, se non è di sera, è di notte, Egli ti chiama, ti vuole per sé. E nel tuo cuore strugge il desiderio d’amarLo, di ripeterGli le tue più belle intenzioni, di dirGli che esiste solo Lui per te.



E' successo anche a me.Devo dire di rado.Ma è accaduto.Vorresti darGli tutto quello che di più bello hai dentro.Ma Lui vuole anche quello che di meno bello hai dentro.Ecco il vero amore di un Fratello.Miles.
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