Viaggio in bus ... viaggio sereneo

Mi avvio svelto a prendere il bus, dopo una giornata di lavoro.
È venerdì di Carnevale a Bellinzona.

Il Carnevale qui è molto sentito e vissuto dalla gente. Oggi poi c'è il corteo dei bambini e le strade sono colorate di coriandoli, invase da frotte di apine, coccinelle, arlecchini in miniatura.
Il traffico ne risente perchè il viale Portone è un lungo boa, di auto e bus, che lentamente si muovono.
Un uomo arriva alla fermata del bus, ansioso e smanioso.
Ecco - dice - adesso arriverò in ritardo alla seduta di fisioterapia. Mio padre dice sempre di prevedere tutto.
Ascolto.
Riprende: Lei pensa che io sono nervoso? Pensa che ce la farò a arrviare in tempo all'appuntamento?
Mi accorgo che c'è qualcosa che non funziona in questa persona.
Inizia a bestemmiare, ad agitarsi.
Ripete: Scusi ma lei pensa che io sia molto nervoso, vero? 
Rispondo: Bestemmiare non serve a nulla. Stia tranquillo.
La mia reazione interiore è di disagio, dopo una giornata di lavoro le mie condizioni psicofisiche sono ai minimi termini. Faccio fronte alla situazione e cerco di essere la calma per lui.
Finalmente arriva il bus. Cerco un posto a sedere e lui mi segue e si siede accanto a me.
Continua ad agitarsi. Non so cosa fare. M non c'è nulla da fare, c'è solo da essere.
L'unica parola che riesco a dire è: Stia tranquillo che arriverà all'appuntamento.
Ad un certo punto assesta un pugno sul sedile davanti, dove a fianco è seduta una donna che trasale dallo spavento. In modo risoluto gli dico di smetterla e di stare tranquillo.
Nel mentre vedo tutti gli occhi puntati su di me, chè le persone del bus sono degli abitué e mi conoscono bene. Mi ritornano alla mente le parole di Chiara nella meditazione: L'attrattiva del tempo moderno
nel passaggio: [...] dividere con il prossimo l'onta, la fame, le percosse, le brevi gioie.
Proprio così. Essere fra i matti, fra i nervosi, consumarmi con loro. Non averne vergogna.
Posso incarnare questa parola, la sto vivendo con questa persona che tu mi hai messo accanto perchè mi hai trovato degno di accoglierla e fare le tue veci.
Sono le 17 il bus si ferma davanti alla fisioterapia in orario; il signore scende, volge lo sguardo e mi saluta.
Il Santo Viaggio continua, con un fratello che si è fermato ad una stazione.

Commenti

  1. E' nostro compito farsi uno con il prossimo anche se abbiamo i nostri problemi se pur cocenti e fastidiosi.Un abbraccio.Miles.

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