A Marisa.

Te ne sei andata,
una mattina d'inverno,
camminando nei viottoli della campagna friborghese.
Fiore raro.

Gerbera rossa.
Spaurita.
Confusa.
Fragile

Maria t'ha guardata.
In Cielo, ti ha accolta fra le Sue braccia.

Scrive Chiara: [...] Come fiore in primo sboccio tagliato e offerto all'altare,
la vergine canta la grandezza dell'anima fatta per il Cielo,
quel Cielo in cui non saremo tanto come uomo o donna, ma come angeli.[...]

(Fonte - Meditazioni - Vergini d'oggi - pag. 120)

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