Saper perdere
Saper perdere non è
solo un princìpio ascetico, cioè un mezzo per dare la scalata alla santità;
non
è neppure soltanto una tappa negativa, anche se necessaria, che lo spirito deve
affrontare per purificarsi.
E' infinitamente di più: è la vita stessa di Dio, la legge interna dell'essere e quindi della santità.
Non è arrischiato pertanto concludere che è anche la strada per raggiungere la perfetta maturità umana e la piena libertà.
Evidentemente non è uno stato, bensì un processo di graduale evoluzione, dal momento che nella perfezione si cresce tanto quanto si sa perdere.
E' quando non hai più niente da perdere, perché hai perso tutto, che sei libero;
E' infinitamente di più: è la vita stessa di Dio, la legge interna dell'essere e quindi della santità.
Non è arrischiato pertanto concludere che è anche la strada per raggiungere la perfetta maturità umana e la piena libertà.
Evidentemente non è uno stato, bensì un processo di graduale evoluzione, dal momento che nella perfezione si cresce tanto quanto si sa perdere.
E' quando non hai più niente da perdere, perché hai perso tutto, che sei libero;
quando non ti importa più né di essere né di avere.
E in questo è modello Gesù abbandonato, colui che si sente ripudiato dagli uomini e dal Padre, ridotto a verme della terra, a uno che non ha più figura né aspetto umano.
Tutta la vita di Gesù, in realtà, è stata un continuo saper perdere.
« Lui che, avendo forma di Dio non reputò una preda l'essere uguale a Dio; ma invece svuotò se stesso prendendo forma di schiavo, divenuto simile agli uomini ». (Filipp. 2, 6-7).
Il Verbo non si è incarnato per scherzo, non ha giocato a fare l'uomo.
(* * *)
E in questo è modello Gesù abbandonato, colui che si sente ripudiato dagli uomini e dal Padre, ridotto a verme della terra, a uno che non ha più figura né aspetto umano.
Tutta la vita di Gesù, in realtà, è stata un continuo saper perdere.
« Lui che, avendo forma di Dio non reputò una preda l'essere uguale a Dio; ma invece svuotò se stesso prendendo forma di schiavo, divenuto simile agli uomini ». (Filipp. 2, 6-7).
Il Verbo non si è incarnato per scherzo, non ha giocato a fare l'uomo.
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