Riparare, ricominciare.

È accaduto tutto in qualche istante.
Una parola detta in un certo tono e la scintilla ha scatenato un parapiglia.
Una mattina come le altre.
Mi alzo alle 6.20 e dopo essermi lavato, vado in cucina per far colazione.
Guardo l'orologio.
Non ce la faccio.
Dietro arriva mia moglie che con premura mi allunga un bicchiere d'acqua.
L'acqua fa bene, depura l'organismo.
Il tempo è contato, il livello di guardia del mio self control, come il listino di questi giorni in Borsa,  sta precipitando.
Voglio farti notare che io bevo un litro e mezzo d'acqua al giorno e che sto perdendo il bus.È stato più forte di me.
Esco e vado verso il bus con la tempesta dentro.

È fatta!
Come un'auto che perde potenza quando c'è un buco nel serbatoio e perde la benzina, il mio serbatoio d'amore si è precipitosamente svuotato.
Mentre il bus mi porta in ufficio mi viene in mente una frase sentita lunedì scorso: riparare.E sì, occorre riparare.
Il tempo di entrare in ufficio, togliermi il soprabito e cerco di riparare.
Dall'altra parte molto ascolto e, come un'eco, una frase: ricominciamo.
Il minacciato temporale si allontana, nei nostri cuori ritorna il sereno.
Riparare e ricominciare.

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