Porte

Sono sul bus che mi porta al lavoro.
Nella penombra del mattino, lo sguardo si perde sui campi che, innevati,  riflettono la luce del giorno che sta arrivando. Le finestre, accendendosi qua e là, svegliano le case che si animano.
Una nuova giornata si presenta.
I pensieri s'incontrano nella stanza dell'anima e ripensano alla giornata di ieri.
Appare nella mente il volto del collega, l'impiegata, che sale sul bus, con gli occhi ultimamente velati da un problema.

La sera di solito mi concedo una siesta durante il viaggio di ritorno a casa; ma proprio ieri sera sale un conoscente. Il mio pensiero è: addio siesta.
Ci salutiamo, inizia la conversazione e nel guardarlo comprendo: ecco la porta che mi conduce a Te.
Stretta, se penso alla stanchezza della giornata, ma pur sempre porta.
Con lui si parla dei figli, della vita, della scuola (lui è insegnante).

Avverto il suo piacere nel conversare e la mia stanchezza che svanisce.
Non è magia, ma l'effetto della Parola e del coraggio di entrare da quella porta che è il fratello.

Arrivato a casa vengo da Te: ieri era la festa di Tua madre.
Guardo davanti nel banco e vedo una coppia.
In un primo momento non li riconosco e poi... sopresa: è un mio ex vicino di casa, che ha lasciato moglie e figli, con la sua nuova compagna.
Tante domande si affollano in testa, tanti: Come fare a salutarli? Cosa diranno? Cosa diro'?
Un pensiero: basta amarli.
Guardo il volto di Tua madre e mi dico: Se questi due sono qui c'è una piccola speranza. Parla tu ai loro cuori.Li avvicino per salutarli ed in un primo momento c'è gelo nei loro sguardi e nelle loro parole.
Chiedo come va e, con un sorriso, gli comunico che siamo diventi nonni da qualche giorno.
Il ghiaccio s'è sciolto, il sorriso è riapparso nel loro volto.
Una stretta di mano per augurarci una buona serata.


Rapporti, persone, porte che mi conducono di Cielo in Cielo, nelle stanze di prossimi che ogni giorno mi passano e vivono accanto. 

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