In quaranta minuti
È accaduto tutto in quaranta
minuti.
Dopo pranzo ritorno al lavoro, ma sento che il mio stomaco reclama.
Dopo aver cacciato molte volte lo stimolo di vomitare, mi avvio verso il bagno e lì vuoto tutto.
Purtroppo, in questi casi, per tornare a casa sono legato all'orario del bus e quindi aspetto.
Mi avvio verso il bus e spero di arrivare a casa presto per sdraiarmi sul letto.
Quando manca poco più di dieci minuti all'arrivo a casa, un forte calore mi invade il corpo.
Tutto si muove, le luci delle auto sfavillano, diventano accecanti.
Sto male.
Slaccio la sciarpa, slaccio la cravatta e allargo il collo della camicia.
Il bus si ferma ad ogni fermata per far salire e scendere le persone.
Il mio sguardo vaga alla ricerca di un volto amico nei passeggeri.
Una parola affiora sulle labbra: Misericordia.
La ripeto, la dico sottovoce.
Penso che mi verrà un collasso e stramazzerò dentro il bus.
Tutto sta per svanire in un momento.
I programmi, la mia famiglia, le cose da fare e da completare.
Tutto si spegne, si tolgono le impalcature e rimango io con te.
Per sempre.Misericordia.Arriva la mia fermata, scendo e mi porto fino a casa dove arriva la seconda ondata di svuotamento.
Mi lavo, chiamo mia moglie e le dico che sono a casa.
Mi metto a letto.
Dormo.
Non voglio esagerare per un mal di pancia; ma al mio risveglio non posso fare a meno di riflettere che quello poteva essere il mio ultimo giorno.Il mio incontro con te.
Invece la tua bontà ed il tuo immenso Amore, mi danno oggi, in questo momento: ora, un'altra possibilità di amare.
Un'altra chance per dire con maggior attenzione a chi mi vive accanto:Ti amo.
Dopo pranzo ritorno al lavoro, ma sento che il mio stomaco reclama.
Dopo aver cacciato molte volte lo stimolo di vomitare, mi avvio verso il bagno e lì vuoto tutto.
Purtroppo, in questi casi, per tornare a casa sono legato all'orario del bus e quindi aspetto.
Mi avvio verso il bus e spero di arrivare a casa presto per sdraiarmi sul letto.
Quando manca poco più di dieci minuti all'arrivo a casa, un forte calore mi invade il corpo.
Tutto si muove, le luci delle auto sfavillano, diventano accecanti.
Sto male.
Slaccio la sciarpa, slaccio la cravatta e allargo il collo della camicia.
Il bus si ferma ad ogni fermata per far salire e scendere le persone.
Il mio sguardo vaga alla ricerca di un volto amico nei passeggeri.
Una parola affiora sulle labbra: Misericordia.
La ripeto, la dico sottovoce.
Penso che mi verrà un collasso e stramazzerò dentro il bus.
Tutto sta per svanire in un momento.
I programmi, la mia famiglia, le cose da fare e da completare.
Tutto si spegne, si tolgono le impalcature e rimango io con te.
Per sempre.Misericordia.Arriva la mia fermata, scendo e mi porto fino a casa dove arriva la seconda ondata di svuotamento.
Mi lavo, chiamo mia moglie e le dico che sono a casa.
Mi metto a letto.
Dormo.
Non voglio esagerare per un mal di pancia; ma al mio risveglio non posso fare a meno di riflettere che quello poteva essere il mio ultimo giorno.Il mio incontro con te.
Invece la tua bontà ed il tuo immenso Amore, mi danno oggi, in questo momento: ora, un'altra possibilità di amare.
Un'altra chance per dire con maggior attenzione a chi mi vive accanto:Ti amo.


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