Jean

E così Jean è partito per il Cielo.
Ci conoscevamo da trent'anni. Aveva la mia stessa età.
Due settimane fa sono andato a trovarlo all’ospedale a Bellinzona e quando l’ho visto potrei dire che sarei potuto rimanere impressionato dai suoi capelli bianchi e corti, invece quello che mi ha colpito è stato il viso:luminoso e sereno.
Mi ha parlato della sua malattia e mi ha detto che dopo la chemio il medico gli ha detto che nel suo corpo non c'erano più cellule tumorali.
Poi gli ho detto:Allora Jean, Gesu ti è venuto ‘a visitare’.Chissà quante cose ti dice e quante cose gli hai detto.
E lui mi ha detto che il suo rapporto con il Padre (cosi amava parlare di Dio) si era intensificato e prendeva il tempo per pregare.
Non preghiere tradizionali, diceva, ma spontanee, in cui Lo sentiva vicino e gli dava la forza per andare avanti e aumentare la fiducia.
Il suo viso rispecchiava quello che diceva.

Nei giorni seguenti avevo iniziato una novena a Madre Teresa per lui e, quando ho saputo che era partito per il Cielo,mi è sembrato che sia stato un'accompagnarlo da fratello a fratello.
Sono convinto che Gesù l’ha colto nel momento giusto.
Pur tra i comprensibili sbagli che ha potuto fare (chi di noi non ne ha fatti e ne farà) di lui rimarrà solo l’amore che ha messo nel fare le cose e nel vivere la sua vita.

Nei giorni che sono seguiti ogni momento il pensiero era per lui.
Molte volte mi sono chiesto in questi giorni:
Ed io? E per me quando sarà l'ora? Mi sembrava di comprendere che questo è un momento prezioso perchè adesso posso amare.

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