Pronto Soccorso
In questo fine settimana, abbiamo vissuto un momento particolare di conferma che i programmi non sempre li facciamo noi e mi vedono costretto a seguire altre strade.
Siccome credo, ed ho sperimentato, l'amore di Dio, a me aiuta riconoscere in questi avvenimenti, perlomeno, una permissione di Dio che le circostanze mi offrono.
Nel pomeriggio, ho riposta un po' quando sento squillare il telefono. È mia moglie che mi chiede di andarla a prendere sul lungo lago perché è caduta procurandosi una frattura alla spalla.
Primi soccorsi, arriva l'ambulanza e via verso l'Ospedale.
Diagnosi confermata, medicine prescritte e ritorno a casa.
Ma non finisce qui, perché inizia un serie di effetti collaterali dovuti alla somministrazione degli antidolorifici che contengono oppiacei e affini.
Ritorniamo in Ospedale e finalmente (le 00.15) le vengono somministrate due infusioni: una per contrastare la nausea e una per l'anti infiammatorio.
Nel frattempo, senza volere, ascolto le conversazioni dei box accanto.
Storie di incomprensione, di incomunicabilità. Dolore, rapporti consumati nella incomunicabilità.
Una coppia che non riesce a parlarsi nella serenità di un dialogo che non è mai decollato.
La Play Station che si frappone tra lui e lei, che non riuscendo ad avere attenzione beve.
Prego per queste due creature che sono invischiate nelle loro dinamiche non riescono a trovare una via d'uscita in questo loop diabolico e disperato
Ho fatto l'esperienza che, in poco tempo, la vita può cambiare ed io non posso fare altro che guardarla e accoglierla.
Riflettendo meglio sull'accaduto, è stato un caso che, essendo inciampata su una radice presente in un prato, non fosse caduta su un sasso e battuto la testa.
Forse non sarebbe più qui.
Stanotte, e oggi alla messa, ho ringraziato Dio del Suo Amore per me e della Misericordia che mi/ci ha dimostrato.


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