Dare! dare! dare senza aver paura di restare senza...

Ieri sera, dopo una non-risposta di una persona cara, ho avuto una reazione forte nei suoi confronti.

Ho gridato tutta la mia insofferenza per i tanti impegni per gli altri, la mancanza di attenzione, di tenerezza nei miei confronti: una carezza, uno stare a guardarci negli occhi...
Passata la buriana, mi si è avvicinata, mi ha abbracciato e abbiamo, come diciamo noi,  ricominciato.

Stamattina ripensando all'episodio, si affacciavano i soliti pensieri: Chissà se qualche volta mi ha amato veramente, chi sono per lei,ecc... Poi però questi pensieri svaniscono e lasciano il posto a quei momenti di amore vero e concreto di cui lei è capace. 
In auto altri pensieri si rincorrono, mentre il perché della mia reazione rimane senza risposta. 
Ad un certo punto mi sembra di capire che tutto è accaduto perché ero nella posizione di ottenere e non di dare. Ho capito che è questo che Gesù ha fatto con me, che Chiara ci ha sempre ripetuto fino allo sfinimento: dare! dare! dare senza aver paura di restare senza e  stai sicura che c'è chi ci pensa. 
Tutto è accaduto perché ero in attesa e non in donazione.
È giusto? È sbagliato? Anche lei però... ?
Domande lecite, ma la verità più vera è : dare.

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