Tredicesima
Vorrei comunicarvi quanto mi è
accaduto in questi giorni.
Tempo fa parlando con un mio fratello di comunità,avevo messo in comune con lui la possibilità di chiedere al lavoro di tramutare la tredicesima da soldi in giorni di vacanza in modo da poter essere d'aiuto alla comunità qualche venerdì e/o andare da mia madre a Milano per sollevare un po nostro fratello che la cura. Come già accaduto nel 2009 avrei distribuito, nelle settimane dell’anno, i 22 giorni a disposizione senza dover intaccare le vacanze.
Questa possibilità è offerta solo se concordata con il capo ufficio e non è compromesso il servizio e cose di questo genere.
Quindi ho inoltratola domanda al mio capo servizio motivandola con l’assistenza a mia madre.
Il capo mi ha chiamato e mi ha detto che lui avrebbe espresso parere positivo alla mia richiesta, ma che prima dovevo terminare tutti i giorni di vacanza a disposizione per il 2011 ed in seguito avrei potuto usufruire del ‘congedo tredicesima’. Questa cosa mi ha stupito, ma soprattutto indispettito per il fatto che il regolamento interno del Personale dice che occorre che il capo sia d’accordo e che l’assenza non provochi disservizio, ma non specifica il ‘come’ questi giorni possono essere utilizzati. Nei giorni successivi ho saputo che un mio collega andrà in vacanza per cinque settimane all'estero ed un’altro per una settimana farà il monitore in un ‘campo per andicappati’ avvalendosi della possibilità data dal mio datore di lavoro di usufruire di congedo pagato per volontariato. Ho replicato al mio superiore le mie motivazioni e il mio disappunto per questa disparità di trattamento. Nulla da fare. Lunedì sera ero amareggiato e non riuscivo a comprendere come mai le cose andassero così. In fondo, dicevo tra me e me, uno degli scopi è dare una mano alla nostra comunità. Come mai le cose non vanno per il verso che vorrei?
Un pensiero sottile, ma delicato si è fatto strada nell’anima: Forse questa non è la volontà di Dio? Vi lascio immaginare la lotta in me. E poi è un’ingiustizia!!!
Quella sera alla messa il sacerdote dice: La conversione è un lavoro duro. Ci vuole coraggio. Non è la decisione di una volta sola, ma di ogni momento.
Parole che entrano nel cuore e che scalfiscono le mie convinzioni, i miei schemi di come vivere l’Ideale, di come andare dietro a Gesù. Mi è venuto in mente quando in estate ho sentito che Gesù mi diceva:Ma tu vuoi convertirti? E questo lavoro constato che è iniziato. Nell’anima riecheggia un ‘ritornello: una scaglia, una scaglia, una scaglia, (quando Chiara parla dell’arte del levare)
Non è facile. Ma è così se voglio stare alla scuola di Gesù.
Mi pare di sperimentare in misura minima, ma reale, gli abbandoni di Gesù: cioè quei momenti in cui Lui mi tiene sospeso e, quasi sparendo, m’invita a camminare da solo senza Lui accanto.
Ma sento che è tutta grazia e che questo mi è possibile solo perché ci sono altri compagni di viaggio...
Tempo fa parlando con un mio fratello di comunità,avevo messo in comune con lui la possibilità di chiedere al lavoro di tramutare la tredicesima da soldi in giorni di vacanza in modo da poter essere d'aiuto alla comunità qualche venerdì e/o andare da mia madre a Milano per sollevare un po nostro fratello che la cura. Come già accaduto nel 2009 avrei distribuito, nelle settimane dell’anno, i 22 giorni a disposizione senza dover intaccare le vacanze.
Questa possibilità è offerta solo se concordata con il capo ufficio e non è compromesso il servizio e cose di questo genere.
Quindi ho inoltratola domanda al mio capo servizio motivandola con l’assistenza a mia madre.
Il capo mi ha chiamato e mi ha detto che lui avrebbe espresso parere positivo alla mia richiesta, ma che prima dovevo terminare tutti i giorni di vacanza a disposizione per il 2011 ed in seguito avrei potuto usufruire del ‘congedo tredicesima’. Questa cosa mi ha stupito, ma soprattutto indispettito per il fatto che il regolamento interno del Personale dice che occorre che il capo sia d’accordo e che l’assenza non provochi disservizio, ma non specifica il ‘come’ questi giorni possono essere utilizzati. Nei giorni successivi ho saputo che un mio collega andrà in vacanza per cinque settimane all'estero ed un’altro per una settimana farà il monitore in un ‘campo per andicappati’ avvalendosi della possibilità data dal mio datore di lavoro di usufruire di congedo pagato per volontariato. Ho replicato al mio superiore le mie motivazioni e il mio disappunto per questa disparità di trattamento. Nulla da fare. Lunedì sera ero amareggiato e non riuscivo a comprendere come mai le cose andassero così. In fondo, dicevo tra me e me, uno degli scopi è dare una mano alla nostra comunità. Come mai le cose non vanno per il verso che vorrei?
Un pensiero sottile, ma delicato si è fatto strada nell’anima: Forse questa non è la volontà di Dio? Vi lascio immaginare la lotta in me. E poi è un’ingiustizia!!!
Quella sera alla messa il sacerdote dice: La conversione è un lavoro duro. Ci vuole coraggio. Non è la decisione di una volta sola, ma di ogni momento.
Parole che entrano nel cuore e che scalfiscono le mie convinzioni, i miei schemi di come vivere l’Ideale, di come andare dietro a Gesù. Mi è venuto in mente quando in estate ho sentito che Gesù mi diceva:Ma tu vuoi convertirti? E questo lavoro constato che è iniziato. Nell’anima riecheggia un ‘ritornello: una scaglia, una scaglia, una scaglia, (quando Chiara parla dell’arte del levare)
Non è facile. Ma è così se voglio stare alla scuola di Gesù.
Mi pare di sperimentare in misura minima, ma reale, gli abbandoni di Gesù: cioè quei momenti in cui Lui mi tiene sospeso e, quasi sparendo, m’invita a camminare da solo senza Lui accanto.
Ma sento che è tutta grazia e che questo mi è possibile solo perché ci sono altri compagni di viaggio...


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