Anche il Cielo piange...
Una serata in pizzeria con un amico che non vedo da tempo.
Prima di incontrarci un diluvio.
Quasi una tromba d'aria a simbolo di voler spazzar via qualsiasi cosa.
Si ordina la pizza.
Vari momenti di silenzio.Imbarazzo d'entrambe le parti.
Poi si parla di poilitica, del lavoro.
Alla fine timidamente lui dice: È stato un anno difficile.
Le amicizie hanno subito una selezione naturale. Dolorosa... ma forse è meglio così.
Sono solo.
Arrivo a casa e non c'è nessuno.
Mi sveglio al mattino e non c'è nessuno.
Non è facile.
Del lavoro non sono contento.Mi pare che sei stanco, aggiungo timidamente.
Assolutamente,mi risponde come volesse riprendersi dalla confidenza.
In questo anno ho viaggiato molto, hov isto tante cose belle.
Hai riacquistato la tua libertà?
Sono preoccupato per lei.
Lei è preoccupata per te, gli dico.
Due esistenze che dopo sedici anni si sono lasciate.
Durante il colloquio avverto di dover solo farmi riempire di questo dolore e di questo fallimento non ammesso.
Tu lo sai che alla fine della vita rimane solo quanto abbiamo amato?
Lassù non ci verrà chiesto quante revisioni contabili abbiamo fatto e come le abbiamo fatte; ma quanto abbiamo amato.
Silenzio.
Grazie perchè sei l'unico che mi è rimasto amico e che si è fatto vivo.
Ci lasciamo sotto l'ombrello io e sotto la giacca a vento lui.
E mi affiora sulle labbra l'invocazione allo Spirito Santo e la applico al mio amico.
Il Cielo piange...
No, sono le grazie che scendono sui buoni e sui cattivi.
Con lo stesso amore, alla medesima maniera.
Prima di incontrarci un diluvio.
Quasi una tromba d'aria a simbolo di voler spazzar via qualsiasi cosa.
Si ordina la pizza.
Vari momenti di silenzio.Imbarazzo d'entrambe le parti.
Poi si parla di poilitica, del lavoro.
Alla fine timidamente lui dice: È stato un anno difficile.
Le amicizie hanno subito una selezione naturale. Dolorosa... ma forse è meglio così.
Sono solo.
Arrivo a casa e non c'è nessuno.
Mi sveglio al mattino e non c'è nessuno.
Non è facile.
Del lavoro non sono contento.Mi pare che sei stanco, aggiungo timidamente.
Assolutamente,mi risponde come volesse riprendersi dalla confidenza.
In questo anno ho viaggiato molto, hov isto tante cose belle.
Hai riacquistato la tua libertà?
Sono preoccupato per lei.
Lei è preoccupata per te, gli dico.
Due esistenze che dopo sedici anni si sono lasciate.
Durante il colloquio avverto di dover solo farmi riempire di questo dolore e di questo fallimento non ammesso.
Tu lo sai che alla fine della vita rimane solo quanto abbiamo amato?
Lassù non ci verrà chiesto quante revisioni contabili abbiamo fatto e come le abbiamo fatte; ma quanto abbiamo amato.
Silenzio.
Grazie perchè sei l'unico che mi è rimasto amico e che si è fatto vivo.
Ci lasciamo sotto l'ombrello io e sotto la giacca a vento lui.
E mi affiora sulle labbra l'invocazione allo Spirito Santo e la applico al mio amico.
Il Cielo piange...
No, sono le grazie che scendono sui buoni e sui cattivi.
Con lo stesso amore, alla medesima maniera.


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