Gli scarponi inciampano nei sassi

Camminando su per la montagna, nel raggiungimento della vetta, s'incrociano pensieri e fatica.
Ogni volta la quiete della montagna riporta nel cuore il silenzio e sembra che tutto si acquieti.
Che fatica.
Il sentiero è stretto e non è comodo camminare.
Si tende ad avere un passo svelto, ma gl' inciampi frenano l'interiore frenesia.
E questo regala agli occhi di godere il verde brillante di quel maggiolino, il ricamo di quel fiore giallo, la gioia di quella violetta che fa l'occhiolino dal prato; mentre la genziana ondeggia in segno di saluto.
Il sudore che imperla braccia e gambe è asciugato dalle felci ai lati del cammino.
Quelle frasche, che sovrastano il sentiero, mi asciugano la fronte.
Non sono abituato a camminare per sentieri stretti, ma per strade o marciapiedi comodi.
Lisci.
Senza inciampi.
Mentre queste lingue di terra mi assomigliano di più alle strade più tortuose e impervie della mia anima. Fare attenzione a dove si mette il piede per non cadere.
Gli scarponi inciampano nei sassi e sul terriccio sdrucciolevole.
Sentieri del dolore e della sofferenza. Dove non si può correre, anche se vi vorrebbe.
Dove ci vuole attenzione, per non ferirsi ulteriormente.
Dove si valorizza ogni passo avanti fatto, per non perdere la speranza che stiamo arrivando alla meta agognata.
Dove il rumore dei passi forma un'armonia che rinfranca l'anima.
Poi il ritorno alla quotidianità, rigenerato da questi tesori che la montagna e sua solitudine, solo perchè mi sono avvicinato a lei, mi hanno donato.
Energia pura che mi permette di continuare ad amare.

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