A casa in convalescenza
Continuano i giorni a casa in convalescenza e in silenzio.
A volte questo silenzio e questa solitudine creano degli inconvenienti e capisco mia madre: tutto il giorno seduta a guardar dalla finestra.
Ma vedo che la via d'uscita da questi momenti è uscire da me stesso, dai miei doloretti, dai pensieri che passeggiano nella mente, e soprattutto da quelli meno luminosi.
La via di fuga è proprio questa: vivere il presente e donare qualcosa di se agli altri.
Così ho telefonato a Zaira, la mamma di un mio amico, a cui hanno tolto un polmone. Era felice.
Poter donare la felicità agli altri.
Anche quella che io adesso posso non possedere.
Che dono che ci ha dato Chiara.
Che perla, che diamante prezioso.
A volte questo silenzio e questa solitudine creano degli inconvenienti e capisco mia madre: tutto il giorno seduta a guardar dalla finestra.
Ma vedo che la via d'uscita da questi momenti è uscire da me stesso, dai miei doloretti, dai pensieri che passeggiano nella mente, e soprattutto da quelli meno luminosi.
La via di fuga è proprio questa: vivere il presente e donare qualcosa di se agli altri.
Così ho telefonato a Zaira, la mamma di un mio amico, a cui hanno tolto un polmone. Era felice.
Poter donare la felicità agli altri.
Anche quella che io adesso posso non possedere.
Che dono che ci ha dato Chiara.
Che perla, che diamante prezioso.


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