Città Nuova on Live

Un movimento non brusco ma maldestro prima di andare a dormire mi ha bloccato stasera.
Passerà, mi sono detto. Invece una volta a letto mi giravo e rigiravo.
Alla fine ho ceduto alla soluzione chimica ed ho preso un'aspirina e messo un cerotto per alleviare il dolore.
Poi ho girato in casa perchè l'aspirina ed al cerotto facessero effetto.
Girando in sala ho preso in mano il giornale Città Nuova e sfogliandolo ho letto alcuni articoli.
La mezz'ora è trascorsa condividendo il tempo con un prete calabrese che vive per il ristabilimento della legalità nel suo teritorio, uno dei primi compagni di Chiara che è stato attirato dalla vita della Parola nelle prime focolarine ed una coppia che dopo aver accolto una ragazza abbandonata ne condivide con lei l'abbandono, la solitudine ed il disagio giovanile.
Riponendo il giornale sul tavolino del salotto mi sono detto: Che bel giornale Città Nuova. Non ci sono frasi eclatanti, non si sono giudizi forti, non scoop nè tantomeno gossip: c'è la Vita.
Son tornato a letto sereno, ma consapevole delle necessità della società; e per società non intendo una realtà astratta ma il mio comune, il luogo in cui lavoro, il bar che frequento, le persone che incontro ogni giorno sul bus.
Città Nuova non è solo un giornale, ma una fonte di vita che mi porta a vivere.

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