Bosco Isolino
Andiamo a vedere i pipistrelli
sabato? Mi chiede mia moglie.
Bleaah, penso io.
Poi ci ripenso ed il suo entusiasmo coinvolgente, mi fà aderire alla proposta.
Così sabato sera alle 20.15 ci troviamo a Bosco Isolino, un boschetto nell città di Locarno dove ci dovrebbero essere i famosi chirotteri.
Dopo una breve presentazione del luogo e dell'associazione, i nasi iniziano a tirarsi in su per scrutare l'imbrunire e vedere dove sono.
Nemmeno uno.
Ci spiegano che sono animali notturni e quindi prediligono il buoi.
Infatti in latino il loro nome è vespertilio o animale della sera.
Poi il primo Ecccolo, eccolo.
Un bambino di nove anni , incurante dei discorsi scientifici, ha aguzzato l'occhio.
Nel buio della sera sopra le nostre teste si rincorrono, virano, svolazzano queste creature che rievocano storie ancestrali e macabre.
Sembrano usciti dal nulla, stupiti dalla nostra presenza, ma per niente distratti continuano il loro pasto a base di zanzare ed altri insetti.
L'esperta ci consegna un rilevatore di pipistrelli e lì, come per incanto, ascoltiamo la loro voce.
Si, perchè emetteno solo ultrasuoni e quindi non si odono con l'orecchio umano.
Tutto questo andirivieni accade nella città, fra i palazzi, fra le discoteche, mentre il vicino di casa esce a far passeggiare il cane.
Loro volano silenziosamente, per noi, ma con discrezione.
Ci spostiamo e andiamo verso la riva del Lago di Locarno, ad un chilometro da dov'eravamo.
Nel buio piu fitto del lago, sul sentiero illuminato solo dalle torce elettriche, rimaniamo stupiti dall'immensità del cielo e dal luccichio dell'acqua.
Anche qui stessa scena.
In un primo momento non si vede nulla.
Sembra che la notte inghotta tutto e tutto avvolga.
Ad un tratto il fascio di una torcia rivela le ali aguzze di un pipistrello e tutti rimaniamo incantati dal volo a pelo d'acqua di queste creature volanti.
Volano, danzano, virano repentinamente. In armonia.
L'aria punzecchiante di questo sabato, ci accompagna verso casa.
Non siamo stati davanti ad un televisore, non ci siamo seduti sulla sedia di fronte ad un computer; ma abbiamo goduto della bellezza della natura.
Abbiamo vissuto per qualche ora in un giardino naturalmente incantato.
Non sentivamo i rumori delle auto che erano a qualche chilometro di distanza, nemmeno la musica della bandella della festa campestre.
Tutto ci diceva pace, creato, naturalezza.
Alzando di nuovo lo sguardo abbiamo visto 'il carro' e poi la Stella polare e poi Cassiopea e poi... tante altre stelle e tutto sembrava dirci: Tutto questo l'ho creato per te.
Bleaah, penso io.
Poi ci ripenso ed il suo entusiasmo coinvolgente, mi fà aderire alla proposta.
Così sabato sera alle 20.15 ci troviamo a Bosco Isolino, un boschetto nell città di Locarno dove ci dovrebbero essere i famosi chirotteri.
Dopo una breve presentazione del luogo e dell'associazione, i nasi iniziano a tirarsi in su per scrutare l'imbrunire e vedere dove sono.
Nemmeno uno.
Ci spiegano che sono animali notturni e quindi prediligono il buoi.
Infatti in latino il loro nome è vespertilio o animale della sera.
Poi il primo Ecccolo, eccolo.
Un bambino di nove anni , incurante dei discorsi scientifici, ha aguzzato l'occhio.
Nel buio della sera sopra le nostre teste si rincorrono, virano, svolazzano queste creature che rievocano storie ancestrali e macabre.
Sembrano usciti dal nulla, stupiti dalla nostra presenza, ma per niente distratti continuano il loro pasto a base di zanzare ed altri insetti.
L'esperta ci consegna un rilevatore di pipistrelli e lì, come per incanto, ascoltiamo la loro voce.
Si, perchè emetteno solo ultrasuoni e quindi non si odono con l'orecchio umano.
Tutto questo andirivieni accade nella città, fra i palazzi, fra le discoteche, mentre il vicino di casa esce a far passeggiare il cane.
Loro volano silenziosamente, per noi, ma con discrezione.
Ci spostiamo e andiamo verso la riva del Lago di Locarno, ad un chilometro da dov'eravamo.
Nel buio piu fitto del lago, sul sentiero illuminato solo dalle torce elettriche, rimaniamo stupiti dall'immensità del cielo e dal luccichio dell'acqua.
Anche qui stessa scena.
In un primo momento non si vede nulla.
Sembra che la notte inghotta tutto e tutto avvolga.
Ad un tratto il fascio di una torcia rivela le ali aguzze di un pipistrello e tutti rimaniamo incantati dal volo a pelo d'acqua di queste creature volanti.
Volano, danzano, virano repentinamente. In armonia.
L'aria punzecchiante di questo sabato, ci accompagna verso casa.
Non siamo stati davanti ad un televisore, non ci siamo seduti sulla sedia di fronte ad un computer; ma abbiamo goduto della bellezza della natura.
Abbiamo vissuto per qualche ora in un giardino naturalmente incantato.
Non sentivamo i rumori delle auto che erano a qualche chilometro di distanza, nemmeno la musica della bandella della festa campestre.
Tutto ci diceva pace, creato, naturalezza.
Alzando di nuovo lo sguardo abbiamo visto 'il carro' e poi la Stella polare e poi Cassiopea e poi... tante altre stelle e tutto sembrava dirci: Tutto questo l'ho creato per te.


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