Lavagne nere

In questi giorni c'è un intimo colloquio, interrotto qua e la dalla routine quotidiana.
Il pensiero della partenza e della méta che si avvicina è presente.
A volte non si dorme; a volte si resta attoniti.
Pensieri pesanti che rallentano la vita.
Poi l'altra sera un pensiero: rimanere in te.
È vero.
Ma cosa sono tutti queste preoccupazioni, questi timori?
Rimanere nel tuo amore.

Rimanere nell'amore.
Questo vale.
Nulla più.
Non c'è da fare altro.
E se capita qualcosa?
Continuare a rimanere li: fissati, ancorati come una barca che getta l'ancora.
Anche se la mia vita è una zattera...
Che liberazione, che luce invade l'anima.
E si ritorna alla Vita.

L'altra sera c'era l'incontro della Parola di vita.
Durante tutto il giorno mi sono domandato: Cosa porto?
E, anche se cercavo di fare le cose 'per te', mi sentivo così vuoto.
È arrivata la sera e ti ho detto: Prendi questo mio nulla e costruisci tu la serata.
L'incontro è stato un fiorire d'esperienze, di contributi preziosi e vivi che ero meravigliato dalla vita che sgorgava da alcuni partecipanti.
Ritornando a casa mi dicevo: Grazie perchè, come sempre, mi insegni che tu porti avanti i tuoi affari.
Noi dobbiamo essere solo lavagne nere dove tu puoi e sai scrivere parole eterne che si imprimono nell'anima.

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