...angeli custodi

L'altro giorno ho chiamato Carlo un'architetto con cui siamo amici di famiglia e di lunga data.
Ho saputo, giorni addietro, che è stato male e così l'ho chiamato.
Mi domanda sorpreso: Ciao, dove sei? A Roma?

Rispondo: No, qui in Svizzera.
Ho saputo che non sei stato bene?
Lui: Niente di grave, ho tolto qualcosa dal collo e adesso mi muovo con il bastone.
Come mai mi telefoni?

Così, per salutarti. Sai tu insieme ad altri sei stato, oltre al mio genitore natuare,
un padre per me..Come tutti gli altri che ho conosciuti fin dall'infanzia; voi ci avete generati ed illuminati in cose che non avevamo il coraggio di dire ai nostri genitori.Mi capisci...
Silenzio dietro quel filo di telefono.
Commozione e gratitudine nelle parole che Carlo fa seguire.
Parole centellinate e cariche di verità e vita.


Grazie a te Carlo, e grazie a tutti voi, che mi siete stati vicini nell'adolescenza, nella giovinezza e nell'età matura.
Veri angeli custodi di cui la mia vita è stata ed è costellata.

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