Invisibili
Cammino nella città e rifletto sul fatto che durante il giorno non vedo alcune categorie di persone. Non se se vi è mai capitato che la sera, specie nelle grandi città, appaiono alcune persone che durante il giorno non vediamo. Altre volte ci accorgiamo che quel tale o tal'altro non si vede più in giro. Sono gli invisibili. Scusi ma dov'era lei nella giornata?, mi verrebbe da chiedere. Sotto il ponte, potrebbe essere la risposta. Oggi gli invisibili sono gli anziani, i diversamente abili, chi ha deciso, per forza o per scelta, di non avere più casa, affetti, legami. Sono le madri sole, i separati che non riescono a fare una vita dignitosa perchè devono pagare gli alimenti. Sono i migranti che nelle stazioni ferroviarie si ritrovano e si raccontano la giornata faticosa. Fatta di corse per scappare dalle retate della polizia, di alzate mattiniere per pochi euro al giorno.
Tutti queste persone sono invise agli occhi dell'uomo di oggi, dell'umanità 5G-sempre-connessa che nega il dolore e tutto ciò che reca disagio o ci mette davanti alla reale realtà.
Mi è capitato di avvicinarmi e di parlare con qualcuno di loro e scoprire, non sono parole o luoghi comuni, tanta umanità e necessità di dialogare di comunicare quanto hanno in cuore.
Ogni mattina c'è un signore diversamente giovane che si siede nella panchina a fianco della nostra casa per leggere il giornale. Bisogno di vedere il passaggio di gente, salutare ed essere salutato. Io ci sono.
Quanta umanità in cerca di riconoscimento, in attesa di incrociare gli occhi tuoi e porgere un sorriso, augurarsi un buon giorno e non sentirsi trasparente: Terreno sacro a cui accostarsi con rispetto.
Posso essere il primo a riconoscere e svelare ai miei prossimi che nessuno passi accanto a noi invano.


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