amore-non-Amore
La settimana scorsa ho notato che un
collega di un'altro reparto non mi salutava più.
Non ci ho fatto molto caso, ma dopo l'ennesima volta che incontrandomi insieme ad un mio collega d'ufficio, salutava solo lui e non me e alla fine mi si è accesa una lampadina.
Ieri incrociandolo e salutandolo, non mi ha rivolto la parola.
Allora ho colto l'occasione e gli ho chiesto il perchè.
Lui mi ha detto che qualche settimana fa l'avevo mandato a quel paese con parole offensive.
Ero stupito ed esterefatto. Innanzitutto perchè non è nel mio stile mandare una persona a quel paese con parole offensive e poi perchè non ricordavo l'episodio. Ne è nato un battibecco e alla fine ci siamo lasciati così.
Durante la mattinata l'episodio mi girava nel cuore e... nello stomaco. Poi mi sono chiesto: Ma cosa importa? Se l'hai fatto o non l'hai fatto. In tutti i casi non eri nell'Amore e questo sentono le persone. Sono tornato in ufficio e, sapendolo fuori sede per tutto il giorno, gli ho scritto un email.
Ciao xxx, ti scrivo per dirti che l’episodio di cui hai parlato stamattina proprio non me lo ricordo. In tutti casi la parola che avrei detto non rientra nel mio linguaggio, se ti ho mandato a quel paese non era nelle mie intenzioni. Siccome è mio obiettivo avere dei rapporti veri e senza ombre, ti chiedo scusa ma ti assicuro che semmai l'ho detto e l'ho fatto, non era per offenderti. Ti auguro una buona giornata.
Nei giorni che sono seguiti l'ho incontrato, l'ho salutato ma lui non mi ha rivolto la parola e non me la rivolge tutt'ora.
Ho riflettuto su questo episodio e sul suo comportamento. Dentro di me ho provato quasi una gioia;perchè anche questo suo rifiuto, è per me un motivo di penitenza. È una purificazione. Mi sono detto:Sarebbe stato più bello vedere subito la riconciliazione e la pace; quasi a conferma che avevo fatto bene a chiedergli scusa. Invece no.
È come se Gesù mi dicesse:Ma cosa credevi di fare con quel gesto? E semplice dire: Scusa. Ma più difficile chiedere scusa e, nel rispetto dei tempi altrui, continuare ad amarlo.
Non ci ho fatto molto caso, ma dopo l'ennesima volta che incontrandomi insieme ad un mio collega d'ufficio, salutava solo lui e non me e alla fine mi si è accesa una lampadina.
Ieri incrociandolo e salutandolo, non mi ha rivolto la parola.
Allora ho colto l'occasione e gli ho chiesto il perchè.
Lui mi ha detto che qualche settimana fa l'avevo mandato a quel paese con parole offensive.
Ero stupito ed esterefatto. Innanzitutto perchè non è nel mio stile mandare una persona a quel paese con parole offensive e poi perchè non ricordavo l'episodio. Ne è nato un battibecco e alla fine ci siamo lasciati così.
Durante la mattinata l'episodio mi girava nel cuore e... nello stomaco. Poi mi sono chiesto: Ma cosa importa? Se l'hai fatto o non l'hai fatto. In tutti i casi non eri nell'Amore e questo sentono le persone. Sono tornato in ufficio e, sapendolo fuori sede per tutto il giorno, gli ho scritto un email.
Ciao xxx, ti scrivo per dirti che l’episodio di cui hai parlato stamattina proprio non me lo ricordo. In tutti casi la parola che avrei detto non rientra nel mio linguaggio, se ti ho mandato a quel paese non era nelle mie intenzioni. Siccome è mio obiettivo avere dei rapporti veri e senza ombre, ti chiedo scusa ma ti assicuro che semmai l'ho detto e l'ho fatto, non era per offenderti. Ti auguro una buona giornata.
Nei giorni che sono seguiti l'ho incontrato, l'ho salutato ma lui non mi ha rivolto la parola e non me la rivolge tutt'ora.
Ho riflettuto su questo episodio e sul suo comportamento. Dentro di me ho provato quasi una gioia;perchè anche questo suo rifiuto, è per me un motivo di penitenza. È una purificazione. Mi sono detto:Sarebbe stato più bello vedere subito la riconciliazione e la pace; quasi a conferma che avevo fatto bene a chiedergli scusa. Invece no.
È come se Gesù mi dicesse:Ma cosa credevi di fare con quel gesto? E semplice dire: Scusa. Ma più difficile chiedere scusa e, nel rispetto dei tempi altrui, continuare ad amarlo.


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